In montagna per sfuggire al coronavirus - Attrezzatura Trekking

In montagna per sfuggire al coronavirus

Purtroppo questo 2020 non è iniziato nel migliore dei modi.

Il coronavirus si sta diffondendo sempre più rapidamente e aumenta la paura dei contagi.

Nessuno era pronto ad un evento di questo genere, siamo tutti stati presi alla sprovvista. Ci troviamo di fronte ad una situazione molto particolare e difficile da gestire.

In tutto questo si parla anche di montagna!

Si, perché sembra che proprio la paura del coronavirus abbia attirato la gente verso le alte vette del nostro Paese.

Allontanandosi dalle affollate città le persone si sentono al sicuro, più tranquille e più serene di fronte al contagio.

Così non è per le stazioni sciistiche, dove logicamente il numero di persone è più alto e così anche il rischio di contrarre il virus.

Ma la solitudine della montagna consente sicuramente di essere più al sicuro, il virus si trasmette da persona a persona e quindi ridurre il numero di possibili contatti con altri umani riduce anche le probabilità di contagio.

Fortunati coloro che hanno una casetta in montagna e possono “fuggire” di fronte a questo pericolo, ciò nonostante non è il caso di farsi prendere dal panico e rinchiudersi un un vecchio monastero abbandonato in cima ai monti.

La situazione è critica e dobbiamo affrontarla al meglio, seguendo scrupolosamente le indicazioni dei professionisti del nostro Sistema Sanitario Nazionale, che fortunatamente è molto valido.

Noi amiamo la vita in montagna, a prescindere dalle situazioni. La solitudine è un valore da apprezzare anche senza il pericolo di contagi, ma registriamo con piacere che in questo momento la montagna è considerata luogo sicuro, cosa che per noi è sempre stata.

Speriamo di riuscire a gestire al meglio questa situazione ed a risolverla in tempi brevi, senza abbandonarci al panico ed affidandoci all’ottimismo.

L’uomo ha superato situazioni più gravi con tecnologie e conoscenze molto minori delle nostre di oggi, quindi manteniamo l’ottimismo e andiamo avanti, proprio come durante un’escursione faticosa, di quelle che ti massacrano gambe e cervello. La vetta è l’obiettivo, e la soddisfazione una volta raggiunta fa dimenticare tutte le pene subite nel cammino.



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